Picnic PostNL, la prima squadra a dotare i propri ciclisti di un airbag

Importante novità in tema sicurezza. Al momento non è ancora possibile utilizzarlo in corsa, ma il Team Picnic PostNL ha deciso di fornire ai propri ciclisti un vero e proprio airbag da indossare sotto la propria maglia. Secondo quanto riportato da BikeRadar, si tratta di un prodotto della società Aerobag, che sarebbe già in trattativa con l’UCI per poterlo utilizzare anche in gara, anche se per il momento non fa parte dell’equipaggiamento consentito e sicuramente sono necessari alcuni test per valutarne la compatibilità con lo sport professionistico, in particolare per quanto riguarda eventuali incidenti in gruppo.
“Aerobag è un sistema airbag integrato sviluppato per le competizioni agonistiche di alto livello, dove prestazioni, peso e libertà di movimento sono fattori imprescindibili – spiega la ditta – Leggero, poco ingombrante e progettato per ridurre il rischio di lesioni invalidanti, senza compromettere la velocità, Aerobag utilizza nove sensori ad alta precisione che monitorano continuamente la dinamica del corpo, inclusi posizione, velocità, accelerazione e schemi di movimento a 200 Hz. Quando l’algoritmo rileva un’anomalia compatibile con un incidente, Aerobag si attiva entro 100 millisecondi, creando una camera d’aria protettiva istantanea attorno al ciclista”.
A venire protetti sono fianchi, bacino, costole, tronco, torace, clavicola e collo e il prodotto è “completamente integrato” nella maglia, tanto che l’azienda aggiunge che “dall’esterno, il sistema rimane quasi invisibile, solo una leggera protuberanza sulla schiena indica la presenza della cartuccia (ricaricabile a un costo di 35 euro, da sostituire dopo l’utilizzo) pertanto non presenta “alcun ingombro esterno” non richiedendo “nessun compromesso in termini di aerodinamica o estetica”. Serve comunque una leggera modifica alla maglia affinché questa si adatti al sistema, “solo perché dobbiamo controllare dove vanno i tubi in modo che il gonfiaggio avvenga nel punto giusto”, spiega Quinton van Loggerenberg, responsabile dello sviluppo commerciale internazionale.
Il kit della formazione neerlandese, realizzato da Nalini che ha contribuito attivamente all’adeguamento, è stato già modificato di conseguenza e un’altra importante squadra sarebbe intenzionata a utilizzarlo, mentre l’UCI, secondo le parole del dirigente “si è dimostrata ampiamente favorevole” a questa introduzione, che per il momento resta comunque soprattutto qualcosa di dedicato ai professionisti visto anche un costo non proprio contenuto. “Stiamo cercando di mantenerlo intorno ai 750-800 euro”, ha aggiunto van Loggerenberg ammettendo come sia “piuttosto costoso” perché “c’è molta tecnologia coinvolta”.
Nell’ultimo anno si è parlato spesso di questa possibilità, ma questa è la prima volta che concretamente questa soluzione viene utilizzata da un team professionistico, con la possibilità che si possa dunque vedere anche in gare ufficiali. Siamo di fronte a una possibile svolta sul tema sicurezza?
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